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venerdì 18 giugno 2010
The end is near
Google annuncia: "Entro fine anno le notizie a pagamento, diventeremo partner degli editori".
Murdoch insieme a tanti altri gongola.
(Pagare le notizie dovrebbe voler dire che chi le scrive è indipendente, ma non è mai stato e non sarà così).
Il new world order è sempre più vicino. Anche perché Russi e cinesi sono sempre più seriamente intenzionati a dar peso nel mondo alle loro valute, a scapito del dollaro. Medvedev ha detto esplicitamente: "La Russia sarà cofondatrice di un nuovo ordine economico mondiale e protagonista nella leadership politica collettiva nel mondo del dopo-crisi". Traduzione: prepariamoci ad essere sempre più poveri e con meno diritti. Alla Fiat sta succedendo proprio questo.
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venerdì 21 maggio 2010
La fine è vicina
Vita artificiale, scienziato crea un batterio. Preoccupa che il suo film preferito sia L'esercito delle 12 scimmie.
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martedì 27 aprile 2010
La fine è vicina

Bertolaso lancia l'allarme su Ischia: "Il vulcano ha il colpo in canna". Fallito il tentativo del supereroe, ci provano col profeta.
(Basta fango, portiamo un po' di merda).
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lunedì 19 aprile 2010
La fine è vicina?
Michael Mullen, il numero uno delle forze armate americane, ha detto che attaccare ora ("right now") l'Iran ritarderebbe di un bel po' la sua corsa al nucleare. Ha detto anche che la considera per adesso l'ultima opzione e che la decisione spetta al presidente...
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venerdì 16 aprile 2010
La fine è vicina
Ecco Tv hat, il cappello per guardare filmati sull'iphone. Tutti adesso a dire che è rididolo, ma io dico: tra qialche anno lo avremo tutti.
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lunedì 12 aprile 2010
La fine è vicina

Intel presenta un software in grado di leggere la mente. Servirà per usare il computer senza mani, dicono. Secondo me servirà anche a qualcosa d'altro.
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venerdì 2 aprile 2010
La fine è vicina
Nel quartiere alla moda di Tokyo si cominciano a vedere giovani uomini in gonna.
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martedì 2 marzo 2010
La fine è vicina
Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.
Telefoni del futuro con la tastiera nel braccio.
(A quando il chip sottopelle?).
(Apocalisse, 13,16-18)
Telefoni del futuro con la tastiera nel braccio.
(A quando il chip sottopelle?).
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lunedì 1 marzo 2010
La fine è vicina
Dagospia segnala un'intervista "da leggere tutta d'un fiato". In effetti potrebbe essere mandata nello spazio come l'sos di un paese allo sbando.
Mario Giordano, il direttore che ha l'aria di quelli a cui non piace il sesso, fonda l'agenzia "interna" «News Mediaset». Lasciate ogni speranza:
"Il Giornale" (tra virgolette)
Autore: Laura Rio
"Così cambierà l’informazione del Biscione"
Parla Mario Giordano, direttore dell’agenzia Mediaset operativa da oggi: "Il canale all news? In onda entro l’anno. Proponiamo un menu da cui i direttori dei tg sceglieranno"
Da stamane il Biscione carica un’arma in più per andare alla battaglia dell’informazione. Quell’agenzia interna denominata «News Mediaset» passa alla fase operativa. Si tratta di una struttura che fornisce notizie, immagini e servizi completi a tutte le testate delle reti della Tv privata, sia in chiaro sia in digitale, e anche al sito Internet.
L’agenzia, sotto la direzione di Mario Giordano, è composta da 90 giornalisti, provenienti dalle redazioni interne: dai Tg di Studio Aperto, Tg4, TgCom, più tutti i corrispondenti nelle varie città italiane ed estere. La nuova struttura sarà anche il laboratorio incaricato di studiare e realizzare il canale «All news», cioè notizie 24 ore su 24. Giordano, che noi conosciamo bene essendo stato nostro collega e direttore, racconta la sua nuova sfida mentre i tecnici ci passano sopra con i fili e gli operai spostano scatoloni per mettere a punto la nuova gigantesca redazione al palazzo dei Cigni di Milano due.
Dunque, Mario, oggi comincia una fase importante per Mediaset che potrebbe fare da apripista per un nuovo modello di fare informazione.
«L’obiettivo è quello di garantire maggiore efficienza e sinergia produttiva. Un esempio semplice: è inutile mandare tre inviati (di Tg5, Tg4 e Studio Aperto), sullo stesso luogo di un delitto. Ne basta uno, gli altri, se sono sul campo, possono realizzare un approfondimento oppure essere dirottati su altre notizie».
Ma così non si rischia di avere Tg tutti uguali?
«No, prima di tutto perché i direttori mantengono la loro autonomia editoriale. La redazione del Tg5 non cambia, in quella del Tg4 e di Studio Aperto rimane un gruppo di giornalisti: i graduati e i conduttori. Noi funzioniamo da agenzia: sottoponiamo un menù, i responsabili di tutte le testate scelgono se prendere e cosa prendere. Tutti i direttori hanno dimostrato il massimo della collaborazione e per questo li vorrei ringraziare, a cominciare da Emilio Fede cui tutti noi dobbiamo qualcosa, perché l’informazione a Mediaset l’ha creata lui».
Non c’è il rischio che l’agenzia si schieri politicamente, accusa più volte rivolta all’informazione Mediaset?
«Intanto l’agenzia non si occuperà di politica che resterà di competenza dei direttori di testata. E per quanto riguarda le future all news, beh, Mediaset ha una lunga tradizione di informazione indipendente, come la storia ha dimostrato. La nostra agenzia si inserisce in questo solco e cercherà di mantenere e aumentare questa autorevolezza. Anzi il mio obiettivo per le future all news sarà proprio questo: vorrei che per indicare una notizia sicura la gente dicesse: “L’ha detto Mediaset”...».
Parte dei giornalisti ha mostrato riluttanza, per la paura di perdere professionalità e posti di lavoro, visto che quello che prima si faceva in tre, ora lo può fare uno.
«Non è così. E mi sembra che le perplessità siano state superate grazie al dialogo. Del resto io dico che se arriva il treno, non si può rimanere a sognare il calesse con i cavalli. Bisogna rendersi conto dei cambiamenti e il futuro è per quei giornalisti che mostrano duttilità e capacità di sfruttare la tecnologia. Con gli investimenti e una migliore organizzazione del lavoro il ruolo dell’informazione può crescere e dunque si possono creare nuovi posti di lavoro».
Mario Giordano, il direttore che ha l'aria di quelli a cui non piace il sesso, fonda l'agenzia "interna" «News Mediaset». Lasciate ogni speranza:
"Il Giornale" (tra virgolette)
Autore: Laura Rio
"Così cambierà l’informazione del Biscione"
Parla Mario Giordano, direttore dell’agenzia Mediaset operativa da oggi: "Il canale all news? In onda entro l’anno. Proponiamo un menu da cui i direttori dei tg sceglieranno"
Da stamane il Biscione carica un’arma in più per andare alla battaglia dell’informazione. Quell’agenzia interna denominata «News Mediaset» passa alla fase operativa. Si tratta di una struttura che fornisce notizie, immagini e servizi completi a tutte le testate delle reti della Tv privata, sia in chiaro sia in digitale, e anche al sito Internet.
L’agenzia, sotto la direzione di Mario Giordano, è composta da 90 giornalisti, provenienti dalle redazioni interne: dai Tg di Studio Aperto, Tg4, TgCom, più tutti i corrispondenti nelle varie città italiane ed estere. La nuova struttura sarà anche il laboratorio incaricato di studiare e realizzare il canale «All news», cioè notizie 24 ore su 24. Giordano, che noi conosciamo bene essendo stato nostro collega e direttore, racconta la sua nuova sfida mentre i tecnici ci passano sopra con i fili e gli operai spostano scatoloni per mettere a punto la nuova gigantesca redazione al palazzo dei Cigni di Milano due.
Dunque, Mario, oggi comincia una fase importante per Mediaset che potrebbe fare da apripista per un nuovo modello di fare informazione.
«L’obiettivo è quello di garantire maggiore efficienza e sinergia produttiva. Un esempio semplice: è inutile mandare tre inviati (di Tg5, Tg4 e Studio Aperto), sullo stesso luogo di un delitto. Ne basta uno, gli altri, se sono sul campo, possono realizzare un approfondimento oppure essere dirottati su altre notizie».
Ma così non si rischia di avere Tg tutti uguali?
«No, prima di tutto perché i direttori mantengono la loro autonomia editoriale. La redazione del Tg5 non cambia, in quella del Tg4 e di Studio Aperto rimane un gruppo di giornalisti: i graduati e i conduttori. Noi funzioniamo da agenzia: sottoponiamo un menù, i responsabili di tutte le testate scelgono se prendere e cosa prendere. Tutti i direttori hanno dimostrato il massimo della collaborazione e per questo li vorrei ringraziare, a cominciare da Emilio Fede cui tutti noi dobbiamo qualcosa, perché l’informazione a Mediaset l’ha creata lui».
Non c’è il rischio che l’agenzia si schieri politicamente, accusa più volte rivolta all’informazione Mediaset?
«Intanto l’agenzia non si occuperà di politica che resterà di competenza dei direttori di testata. E per quanto riguarda le future all news, beh, Mediaset ha una lunga tradizione di informazione indipendente, come la storia ha dimostrato. La nostra agenzia si inserisce in questo solco e cercherà di mantenere e aumentare questa autorevolezza. Anzi il mio obiettivo per le future all news sarà proprio questo: vorrei che per indicare una notizia sicura la gente dicesse: “L’ha detto Mediaset”...».
Parte dei giornalisti ha mostrato riluttanza, per la paura di perdere professionalità e posti di lavoro, visto che quello che prima si faceva in tre, ora lo può fare uno.
«Non è così. E mi sembra che le perplessità siano state superate grazie al dialogo. Del resto io dico che se arriva il treno, non si può rimanere a sognare il calesse con i cavalli. Bisogna rendersi conto dei cambiamenti e il futuro è per quei giornalisti che mostrano duttilità e capacità di sfruttare la tecnologia. Con gli investimenti e una migliore organizzazione del lavoro il ruolo dell’informazione può crescere e dunque si possono creare nuovi posti di lavoro».
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sabato 27 febbraio 2010
La fine è vicina
Il Dramma di Zhora scimpanzé alcolizzato. La star dello zoo di Rostov finisce in un centro di recupero. (Repubblica, p. 21/67 cronaca locale esclusa)
Il trucco che non si toglie. Segreti del (quasi) tatuaggio. (Corriere della sera, p. 43)
Il trucco che non si toglie. Segreti del (quasi) tatuaggio. (Corriere della sera, p. 43)
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La fine è vicina
Emilio Fede andrà in televisione due volte al giorno.
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domenica 21 febbraio 2010
La fine è vicina

Per il secondo anno consecutivo Sanremo è stato vinto da un "amico" di Maria De Filippi. Secondo la Bibbia a questo punto una grande montagna di fuoco dovrebbe essere scagliata in mare.
(L'immagine del primo angelo dell'Apocalisse non è del corsarino ma è stata presa qui).
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