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lunedì 28 giugno 2010

Petto o coscia?




















I ratti non sanno se abbandonare la nave o no. Il duro ma non troppo editoriale su Berlusconi del Corriere ha un titolo geniale: "La necessità di un colpo d'ala". Detto da uno che sia chiama Galli, poi.

giovedì 24 giugno 2010

Segnali a mezzo stampa




Vecchie storie tornano a galla. Ciampi: "Nell'ottobre del 1998 mi fu chiesto di guidare per la seconda volta il governo e quell'incarico invece sfumò nell'arco di pochissime ore, senza che sapessi perché. Un mistero che né D'Alema né Prodi, protagonisti a diverso livello della vicenda, mi hanno mai svelato. La verità, ne sono convinto, è che la mia presenza a Palazzo Chigi non era gradita a troppa gente. A cominciare dalla mafia" (Corriere, pagina 1). Eh già, la mafia capì sùbito quanto le eri ostile quand'eri governatore di Bankitalia ai tempi degli scandali del Banco Ambrosiano. E che cosa ti hanno fatto ora D'Alema e Prodi perché tu mandi loro certi segnali? Vorrei essere Marzio Breda per chiedertelo.

venerdì 14 maggio 2010

Il mio amico Fidel

Confalonieri: «Non vedo Silvio al Quirinale». Se lo dici tu, che non volevi nemmeno fondare Forza Italia, siamo a posto.

giovedì 22 aprile 2010

Siamo alla frutta




Sono passato in libreria, e ho visto due titoli, messi accanto probabilmente perché trattano lo stesso argomento: la religione. Gli autori: Enzo Bianchi e Nicola Legrottaglie. Stavo pensando che l'editoria è allo sbando, quando un uomo ha chiesto alla cassiera se il Corriere era finito. Era finito. Ma una zelante signora è intervenuta. "Non è finito, eccolo qui", e gli ha portato il Corriere dello sport.  

mercoledì 7 aprile 2010

Le dimensioni non contano


























Un articolo del Corriere conferma la teoria che la reltà Supera i Simpson (anche i Griffin: stiamo raggiungendo South Park):

Gli esperti: «Carino e coccoloso, ma capace di uccidere un uomo»

Aggredito da un wombat, rischia la vita

La disavventura di un 60enne australiano, colpito dall'animaletto tanto grazioso quanto insidioso



MILANO - Piccolo, tozzo e estremamente forte. I primi colonizzatori europei dell'Australia lo scambiarono per un grande tasso. Ma il wombat - il cui corrispondente in italiano sarebbe "vombato" - non è solo un simpatico marsupiale con qualche vaga somiglianza con il mammifero diffuso in tutta l'Europa e in gran parte dell'Asia. Le sue caratteristiche fisiche ne fanno un potenziale pericolo per l'uomo. Non sempre. Solo quando, per così dire, ha la luna storta.

L'AGGRESSIONE - Tanto per rendere l'idea della sua forza, il Sydney Morning Herald spiega che ricevere un attacco da questo grazioso ma insidioso animaletto è l'equivalente di vedersi scagliato contro un barile della capacità di 120 litri. Ne sa qualcosa il signor Bruce Kringle, un sessantenne dello stato di Victoria superstite degli incendi che hanno devastato l'Australia lo scorso anno, che se l'è vista davvero brutta dopo essere stato aggredito da un'esemplare della specie a naso liscio. Pieno di tagli, lividi e fratture è stato letteralmente conciato per le feste dal marsupiale che, tuttavia, alla fine ha avuto la peggio: è stato ucciso con un colpo d'ascia da una persona intervenuta per soccorrere il malcapitato.


NON AMA LA CATTIVITA' - Gli attacchi da parte di un wombat nei confronti dell'uomo sono abbastanza rari e secondo Brigitte Stevens, la direttrice del Wombat Awareness Rescue Unit dell'Australia meridionale, si è trattato di un episodio isolato e legato in qualche modo a un errato comportamento umano: «Penso che si sia trattato di un animale cresciuto in cattività e poi rilasciato: questo genere di wombat è normale che non ami la gente». In natura, invece, sarebbero animali abbastanza socievoli. Quello responsabile dell'aggressione a Mr Kringle, tuttavia, è stato presentato come un wombat selvatico.

UNA STAR SUL WEB - La vicenda sta sollevando un grande dibattito in Australia dove il wombat è molto popolare e dà il nome anche ad una città del Nuovo Galles del Sud e ad una squadra di calcio, oltre che ad un portale web. E non mancano i siti internet e perfino - poteva essere diversamente? - una pagina su Facebook ad esso dedicati. Che sia un animaletto da cui guardarsi bene, lo confermerebbero però gli «alert» per i visitatori presenti in tutti i giardini zoologici, che nella scala del potenziale pericolo mettono i wombat giusto un gradino sotto rispetto a leoni e orsi. E James Woodford, autore del libro «La vita segreta dei wombat», dice senza mezzi termini che correndo a 40 km all'ora (tanto per intenderci, giusto un po' più veloce di Usain Bolt durante i suoi cento metri da record) è in grado di abbattere un uomo come una palla da bowling farebbe con un birillo.

LA RICOSTRUZIONE - L'attacco al signor Kringle è avvenuto in campo aperto, a Flowerdale, dove l'uomo ha il caravan in cui vive da quando la sua casa è andata distrutta dalle fiamme. Martedì si era avventurato per una passeggiata nei dintorni. Senza apparente motivo, un wombat che si trovava nelle vicinanze lo ha notato e lo ha caricato. E' stato colpito più volte dalle zampe del marsupiale e ha riportato tagli e ferite in diverse parti del corpo. E chissà come sarebbe finita se non fosse accorso in suo aiuto un vicino di casa che con un'ascia ha fermato, uccidendolo, il marsupiale. L'uomo aggredito, invece, resta ricoverato in ospedale. Un portavoce del nosocomio ha riferito che le ferite più gravi sono alle gambe, alle braccia e al collo.

COCCOLOSO MA NON TROPPO - «Alla vista è un animale grazioso, ispira tenerezza e viene voglia di coccolarlo - spiega ancora James Woodford dalle colonne del Smh -. Quando sono cuccioli, fino ai due anni, sono davvero affettuosi con le persone. Ma poi, con la maturità, diventano solitari e possono essere piuttosto aggressivi». Evocativo in questo senso il titolo dato dal giornale di Sydney: «Pericolo è il suo secondo nome».

Al. S.
07 aprile 2010

sabato 27 marzo 2010

Corriere, seconda classe




Dopo aver aumentato il prezzo a 1,20 euro, il direttore del Corriere ha scritto ai lettori per motivare la scelta e mettersi a disposizione per chiarimenti. Da pochi giorni, a via Solferino hanno deciso di essere all'avanguardia: il sito è a pagamento, ma solo sull'iphone. Un razzismo insopportabile. Perché a casa si può vedere e sul telefono no? Perché nessuna lettera del direttore col ciuffo De Bortoli? La mossa non sembra particolarmente felice.

giovedì 18 marzo 2010

Nomen omen

Marchetti confermato alla presidenza di Rcs quotidiani.

giovedì 11 marzo 2010

Chapeau

Beppe Severgnini su Sette, settimanale del Corriere, si dice contrario al doppiaggio nei film. Presa di posizione decisamente impopolare. Rischia di trovarsi sotto casa Tonino Accolla e Pino Insegno.

È così bello che sembra Gesù

Popolo pio, la tua attesa è finita. Il censurato torna sul web.

corrieredellasera.it presenta

Mentana Condicio
Vietati in tv
liberi sul web

Tutto quello che non troverete in questi giorni di campagna elettorale in tv da un solo punto di vista: l'interesse a informare

I faccia a faccia di Enrico Mentana solo su corriere.it

Avvocati del diavolo

Abusi e pedofilia nella chiesa cattolica in tedesca. La geniale difesa di padre Lombardi, portavoce del Vaticano, può essere riassunta così: "Ma i pedofili non ci sono mica solo nella chiesa! Parliamo anche degli altri". Complimenti, un ottimo argomento che si può usare anche quando si parcheggia in doppia fila: lo fa un sacco di gente. Vittorio Messori sul Corriere della sera sottoscrive e amplia l'acuto ragionamento. Riportiamo alcuni passi:

"Non pochi di coloro che si atteggiano a moralizzatori furono apostoli attivi della sessantottarda "liberazione sessuale". Per coloro che non vissero quei tempi, sarà sorprendente un carotaggio tra i tanti, troppi testi degli anni Settanta. Libertà di sesso, per chiunque e con chiunque! Bambini compresi, anzi questi per primi, per educarli subito a una prospettiva "non repressiva", a un "eros liberato". Tra questi difensori - ma solo oggi, va ripetuto - del rispetto per i piccoli, molti sono coloro per i quali non vale, non deve valere, il rispetto per i più piccoli ancora. Guai, dunque a chi tocca i bambini già nati. Ma guai anche a chi volesse difendere i bambini non ancora nati; e difenderli non solo da molestie, ma dalla estirpazione violenta dall'utero".

"Un capitano di mare (...) mi raccontava della sorte, secondo lui divertente, che toccava, e tocca, ai quindicenni imbarcati come mozzi nelle infinite navi di ogni bandiera che solcano i mari".

"Preti, pastori, rabbini si ritrovano spesso nelle aule dei tribunali".

"Eppure, solo la Chiesa sembra fare notizia. Ma a ben pensarci, un simile "privilegio" non dovrebbe dispiacere a un credente. Chi si sdegna per le malefatte di un prete, più che per quelle di chiunque altro, è perché lo lega a un ideale eccelso che è stato tradito".

Che cos'è il genio? È anche la capacità di ribaltare la realtà: non può essere, buon Messori, semplicemente che qualcuno s'indigna perché i casi di pedofilia nella chiesa vengono fuori dopo decenni? Oppure perché la chiesa si eleva (da sola) a portatrice di "ideale eccelso" eppoi alcuni suoi esponenti si comportano coi quindicenni come marinai?

domenica 28 febbraio 2010

Epifanie

Ogni giorno ci chiediamo "Perché esistono gli angeli?". Il saggio card. Carlo Maria Martini ci dà la risposta sul Corriere: "Uniscono l'uomo e l'infinito". Perché il card. Carlo Maria Martini scrive sul Corriere?

lunedì 7 dicembre 2009

Copenaghen, la lavatrice e la limousine






Corriere della sera, pagina 1: “Da oggi a Copenaghen summit mondiale sul clima. (...) Obiettivo: salvare il pianeta dai gas serra. (...) Appello del Papa: “Dobbiamo pensare soprattutto ai poveri e alle nuove generazioni””.
Repubblica, pagina 1, apertura: “Clima, il Papa: salvate i giovani”.
Interessante il papa sul clima, ma sul conto corrente della Banca di Roma a cui lo Ior si sarebbe appoggiato, non dice niente?
Corriere della sera, pagina 3: “Gomme gonfie, scale e bucato di notte. I consigli per una rivoluzione individuale. Come proteggere il pianeta in attesa che i grandi si mettano d'accordo” Uno degli inviati a Copenaghen, Mario Porqueddu, racconta una giornata da incubo che inizia con un caffè al bar (“vi state rendendo responsabili dell'emissione di 125 grammi di CO2”) e finisce con la ninna nanna della lavatrice (“la cosa migliore è accenderla prima di andare a letto”).
Nel frattempo, il direttore generale della più grande compagnia di limousine di Copenaghen, fa sapere che non ci sono abbastanza vetture di lusso in Danimarca per soddisfare la domanda dei giorni del summit: bisognerà guidarne molte per migliaia di chilometri dalla Germania.
I grandi della terra non potrebbero riunirsi in video-conferenza?