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lunedì 21 giugno 2010

La Repubblica della sera





















La Repubblica della sera
la notte in cui tutte le vacche sono nere...

Salva-pedofili un cazzo

di Roman Polansky


È inaccettabile la polemica sorta negli ultimi giorni in ordine al cosiddetto emendamento salva-pedofili. Una polemica a dir poco sterile, se non dannosa, in quanto fondata su presupposti palesemente falsi. Prima di spiegare il senso delle mie affermazioni riporto in primis il testo di due emendamenti. L’emendamento incriminato e l’emendamento dimenticato:
Emendamento n. 1707: "Al comma 22, dopo le parole: «dall'articolo 609-quater» inserire le seguenti: «, escluso il caso previsto dal quarto comma»".
Emendamento n. 1241: "Dopo il comma 22, inserire il seguente: «22-bis. All'articolo 380, comma 2, del codice di procedura penale, la lettera d-bis) è sostituita dalla seguente: «d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall'articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall'articolo 609-quater e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall'articolo 609-octies del codice penale»".
Chi polemizza non ha la minima conoscenza del codice di procedura penale, né tanto meno delle fattispecie criminose in materia di reati sessuali e dimentica uno dei due emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni, il su citato n. 1241.
Dato il tecnicismo delle parole riportate tenterò di fare un po’ di chiarezza. Il nostro codice di procedura penale disciplina agli artt. 379 e seguenti l’istituto dell’arresto in flagranza. Tale misura può essere obbligatoria o facoltativa: i presupposti sono che il colpevole sia stato colto in flagranza e che abbia commesso uno dei reati indicati negli artt. 380 o 381 c.p.p. Nei casi previsti dall’art. 380 c.p.p. le forze dell’ordine hanno l’obbligo di procedere all’arresto. Nei casi di cui all’art. 381, hanno la facoltà. La misura dell’arresto è detta – accanto al fermo – misura precautelare (perché finalizzata a garantire l’applicabilità di una misura cautelare) e deve sottostare ai rigidi parametri dettati dalla Carta Costituzionale (art. 13) e dal codice di rito; per questo è sempre necessario che vi sia la convalida da parte dell’autorità giudiziaria.
Come è evidente - ma non per tutti - l’arresto si distingue dalla condanna definitiva che in uno Stato di primordiale civiltà deve seguire ad un giusto processo e non ad una cattura in piazza. Detto questo occorre sottolineare che i due emendamenti non salvano nessun pedofilo. Al contrario, con l’emendamento n. 1241 si introduce per la prima volta nell’art. 380 c.p.p. l’obbligo di arresto a carico delle forze dell’ordine che colgano taluno in flagranza nell’atto di commettere il reato di cui all’art. 609 quater (atti sessuali con minorenne). Attenzione; oggi l’arresto per questo reato è solo facoltativo: non obbligatorio! Il Legislatore ha voluto con l’emendamento dimenticato (1241) rendere ancora più rigido il trattamento precautelare, eliminando la discrezionalità delle forze dell’ordine operanti. Con l’emendamento incriminato (1707) si è invece voluto limitare l’obbligo di arresto, lasciandolo misura meramente facoltativa – come di fatto è già al giorno d’oggi – per i fatti di minore gravità. Ovviamente non viene introdotta alcuna forma di violenza sessuale lieve – come erroneamente è stato affermato – posto che l’art. 609 quater prevede già una fortissima attenuazione di pena per i fatti di minore gravità. Del resto non stiamo neppure parlando di violenza sessuale, ma di atti sessuali con minorenne, due fattispecie già tenute distinte dal Codice (art. 609 bis, ter e art. 609 quater) a partire dal presupposto che in un caso vi è il consenso del minore alla prestazione sessuale, nell’altro vi è invece vera e propria violenza.
Il fatto che si parli di violenza sessuale lieve nei confronti di minorenne è falso. È falso non solo perché l’emendamento (non accolto) non riguardava la violenza sessuale (come ho appena sottolineato), ma anche perché – come è giusto che sia – è ed era già prevista dal codice penale una attenuante per i fatti di minore gravità (art. 609 quater, c. IV). Un palpeggiamento non è uno stupro. La penetrazione di un minore, non è una carezza (anche se morbosa). Tutte queste gravi fattispecie sono punite con pene severe, ma con un diverso trattamento sanzionatorio. In ogni caso l’arresto – che è misura precautelare – semplicemente non c’entra nulla. Buttare tutto nel calderone è atteggiamento grave e contrario ai principi che ispirano i moderni sistemi garantisti. D’altra parte la risposta alle infondate critiche dell’opposizione giunta oggi dal Giornale è a sua volta fuorviante: lo sbaciucchiamento fra minori è condotta perfettamente lecita che nessuno si sogna di punire in nessun modo e che non potrebbe mai in alcun modo giustificare l’arresto. Credo che la fuga dalla legalità a cui penosamente assistiamo ogni giorno che passa debba essere l’unico vero obbiettivo di coloro i quali – come me – criticano amaramente l’operato dei nostri governanti. La polemica sterile lascia terreno poco fertile.

domenica 6 giugno 2010

La Repubblica della sera











La Repubblica della sera

la notte in cui tutte le vacche sono nere...

Lo stato cura prima chi non paga le tasse
di Lapo de Rosa

Che io sappia i comuni cittadini, quelli che lavorano molto, guadagnano poco e pagano le tasse, per essersi fratturati in un incidente di qualche natura un certo numero di ossa, devono aspettare settimane prima di essere operati. Settimane in cui si sta fermi a letto con le ossa rotte a lamentarsi, a lamentarsi di quanto faccia male, a lamentarsi della cazzata fatta o a imprecare contro il respondsabile dell'incidente. Settimane in cui si sta male. Ma non per tutti è così: infatti nel paese dove "la legge è uguale per tutti", esistono "italiani più uguali degli altri".

Valentino Rossi è, evidentemente, tra questi. Non solo è riuscito a farsi perdonare dalla finanza e dagli italiani ("non noi... gli altri!") per quello scherzetto giovanile di averci derubato di svariati milioni di euro di tasse non pagate (cosa per la quale non è mai stato realmente punito in cambio di una multina), ma accede addirittura al diritto di essere operato in una struttura ospedaliera pubblica (il fiorentino Cto - centro traumatologico ortopedico) nell'arco di poche ore dal suo incidente di moto.

Ricordiamoci che chi ha soldi provenienti dall'evasione fiscale è un ladro. E' un ladro in quando quel denaro è stato sottratto alla collettività e quindi, per esempio, al funzionamento delle pubbliche strutture, come quelle ospedaliere. Il "bello" è che quello stesso stato che si fa derubare dagli evasori, sdoganati in tutte le salse e in tutti i canali di informazione, permette loro di accedere al diritto di farsi curare in quelle poche strutture pubbliche ben funzionanti, con tempi a trattamenti di particolare riguardo rispetto a tutti quei comuni cittadini, lavoratori e (soprattutto in questo contesto) contribuenti, che aspettano e stanno male.

venerdì 4 giugno 2010

La Repubblica della sera






















Stanchi di leggere i soliti editoriali?
Il corsaro giallo è orgoglioso di presentare:

La Repubblica della sera
la notte in cui tutte le vacche sono nere...

Nel primo giorno della rubrica, la preziosa collaborazione del grafico punk e, sopra tutto, quella di Bocciolo Nero: uno dei pochi pensatori viventi.

L'impatto culturale del 2001 sulle nuove generazioni
di Bocciolo Nero
.
Una volta mi trovavo immerso in un bosco in compagnia di una ragazza di quasi dieci anni più giovane di me: la situazione era meno equivoca di quel che si può pensare, chiaccheravamo tranquillamente. Ad un certo punto la conversazione scivola su temi politici, io inizio a farle capire che ho frequentato centri sociali e collettivi militanti, e concludo dicendo:
"Poi, sai, io sono stato a Genova..."
lei mi guarda stranita e dice: "Cosa vuol dire che sei stato a Genova?" non aveva capito di cosa stavo parlando; ovvio. Erano passati ormai otto anni dal 2001. Niente collegava nella mente della ragazza la città a quell'infausto anno.
"No" dico "intendevo che sono stato alle manifestazioni contro il G8 nel 2001..."
"Ah..." fa lei alla fine.
"Perché quella faccia?"
"No, sai" risponde "io stavo per quegli altri."
"Gli altri chi?"
"La polizia."
La ragazza si è rivelata una delle solite fascistelle tanto per fare, che a differenza delle loro controparti di sinistra non si sforzano minimamente di non apparire ignoranti.
In seguito ho riflettuto sul fatto che lei all'epoca dei fatti aveva al massimo dodici anni. Uno a quell'età è facilmente influenzabile dai media. Ma non era questo il punto.
Ho fatto il confronto con ciò che avevo visto io a quell'età, all'inizio degli anni novanta, ed ho avuto un lampo di comprensione.
In fondo è normale a dodici anni pensare che i nemici dello stato sono i tuoi nemici: ma quando ero alle medie c'era tangentopoli, c'erano le stragi di mafia e l'ombra di progetti eversivi che ancora gravava sul paese; Frankie Hi NRG MC cantava "strage di bologna, ustica, gladio, cumuli di scheletri ammassati in un armadio".
Era naturale pensare che i nemici fossero la mafia, i politici corrotti e i servizi deviati.
Se invece hai dodici anni nel 2001 cosa vedi? Ti becchi gli scontri del 20 e 21 luglio a Genova e l'11 settembre. Risulta altrettanto naturale vedere come nemici i freakkettoni, i pacifisti, i comunisti e gli arabi islamici bastardi, come direbbe Borghezio con parole caute e moderate.
Con premesse di questo tipo è facile diventare fascista. E così mentre dieci anni fa il figo in Italia era il freakkettone coi rasta e la vespina, che fumava solo cyloom e magari frequentava i centri sociali, oggi è il teppista rasato che pippa cocaina, possibilmente con una bella celtica sul giubbottino, che gioca a cinghiamattanza o alla caccia al diverso, negro, gay o comunista (meglio se tutte le cose insieme).
E quelli che non diventano fascisti, o leghisti, o berlusconiani, per le stesse ragioni non saranno attratti dai resti delle forme di pratica politica e di lotta che hanno caratterizzato gli anni novanta e che sono culminate nel biennio '99-2001. Poi a Genova hanno ucciso il movimento -chi sia stato non si sa- e l'anno dopo a Firenze ne hanno celebrato i funerali in pompa magna, ma questa è un'altra storia...