venerdì 4 giugno 2010
Notizie tra virgolette
"Il Tg di Minzolini è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta".
Anch'io sono terrorizzato dalla prova costume.
(Ragazzi, questo è il vice di Scajola)
mercoledì 17 marzo 2010
Lucy in the Rai with diamonds
Qualche riga illuminante sulla situazione del rapporto politica-tv:
"Guarda tutti i direttori Rai vengono nominati dalla politica. Non ci sono scelte professionali, la professionalità è messa in conto ma la scelta è di natura politica. Io sono stata nominata direttore del Tg3 dal governo Prodi. Ma fino a un certo punto il livello era accettabile, esisteva una soglia di dignità collettiva. Vespa fu cacciato dal Tg1 perché disse che il suo partito di riferimento era la Dc. Oggi invece l'essere militante di un'area politica è diventata addirittura rivendicazione orgogliosa. Minzolini ha fatto, fa, una cosa in più: si sente parte militante della linea politica del premier che l'ha nominato. Non credo che sbagli a fare i suoi editoriali ma sbaglia ad abbracciare la stessa causa di chi l'ha nominato. (...) Questo è il salto importante imposto da Berlusconi che non solo ti nomina ma vuole anche che tu diventi un suo soldatino".
"Sai qual è la frase che maggiormente mi ha fatto sobbalzare e che descrive il salto? Quella in cui Berlusconi dice a un membro dell'Agcom, Innocenzi: "Non ti stai guadagnando lo stipendio". Lo tratta come un suo dipendente".
Tra l'altro, Lainati dell'Agcom, intercettato con Innocenzi, era davvero un suo dipendente a Mediaset. E' proprio vero: macché sodati di Silvio, sono soldatini.
venerdì 19 febbraio 2010
Papi gattari

"La parola d'ordine è stata chiara: non si parla dei gatti del Papa. Gli organi d'informazione della Santa Sede, dall''Osservatore Romano' alla Radio Vaticana (ma anche su 'Avvenire' una notizia così non esce) hanno ricevuto direttive draconiane. A quanto pare, le alte gerarchie vaticane non vogliono che la forte passione per i felini del Santo Padre diventi motivo di una propaganda animalista sotto le insegne di San Pietro. Che il Santo Padre ami i gatti, d'altra parte, è noto. Quello che viene tenuto sotto riserbo è che il Papa, nel suo appartamento privato, di gatti ne ha più di uno, c'è chi parla addirittura di cinque, ma l'importante è che non si sappia, anche se non si capisce il perché.Quando fu eletto al soglio di Pietro, molti ricordarono che, da cardinale, Ratzinger soleva attraversare le vie limitrofe alla Santa Sede, e da un contenitore di avanzi si fermava a dar da mangiare ai gatti di strada ai quali a volte si rivolgeva in dialetto bavarese. Un giorno, una muta di gatti lo seguì fin sotto porta Angelica, costringendo le Guardie Svizzere a bloccare l'invasione felina in Vaticano. Così come è negli annali la storia di Chico, gattone soriano di proprietà di Ratzinger su cui è stato scritto anche un libro. Insomma, il Papa è un vero gattaro, come si dice a Roma. Ma non si deve far sapere. Così come - questa pare sia la direttiva - si dovrà sempre smentire che sulle ginocchia del Papa dorma serenamente, nei momenti di relax, qualche fortunato felino".
(L'Espresso)E' forse il nervo scoperto sull'argomento felini la ragione per cui le gerarchie della Chiesa hanno in maniera velata chiesto e ottenuto la testa di Roberto Balducci, il vaticanista del Tg3 che disse: a sentire il papa c'erano "quattro gatti, forse un po' di più". Ma disse anche che ad aspettare il papa in vacanza in Valle d'Aosta c'erano due gatti: sarà stato questo, il suo errore fatale?
Perché nascondere una passione del genere? E' così dolce: il giovane Razinger che salutava col braccio teso è diventato un saggio pontefice amante dei felini e con un assistente molto carino.